Lo abbiamo accompagnato nel suo ultimo viaggio in una giornata di vento e luce. Erano in tanti a salutarlo, chi sussurrava addio chi arrivederci, a presto. A presto sì, sotto altri cieli, in altre forme, nuove illusioni. Io non ci credo ma lo sento ovunque e così non ho bisogno di alibi per continuare a parlargli, a volergli bene. Lo trovo nel colore dei miei occhi, nel taglio delle guance, nell'abete davanti casa che piantò bambino e adesso svetta oltre il tetto.
Non sopporto nessuno nonna. Vorrei dirtelo mentre ti lasci abbracciare sotto questo diluvio e mi parli di lapidi e marmisti e nascondi il dolore dietro un sospiro. Vorrei dirti che sono stufa di tutti, che proverei a chiudere il mondo in una scatola, intero, e noi liberi a correre nei campi, riscoprire il mare.
Non vedi nonna quanto tempo sprecato, quante ore che non tornano sui loro passi, quante brutte facce, quante brutte vite. Spese dietro a sogni di potere e denaro – compra e sarai migliore, sarai l’eletto – o peggio ancora massacrate in sogni di finta arte, nelle stronzate che fanno tendenza, nel vuoto cosmico che ci impongono - che mi imponete.
E i dilemmi esistenziali, le adolescenze infinite, i salvatori della patria, i duri di cuore. Ne ho abbastanza di tutti. Non vedi nonna: non sanno amare, non sanno che l’amore è l’unica forza che ribalta il cielo e il resto è nulla – che quando tutto finisce muore senza lasciare traccia, senza un seme da piantare, una gioia da condividere. Ma noi ci bagniamo in questo tempio di morte solo per far vincere la vita, solo per far tesoro di ogni gesto, ogni sorriso, ogni parola di troppo che non è bastata.
E buttare via l’orgoglio, gli interessi, le vecchie ferite. Perchè bisogna permettersi di andare avanti e tenere solo il buono, dimenticare per ricordare per sempre – insieme.
Soli, non siamo niente.
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