martedì 16 settembre 2008

vendemmia

I capelli sono raccolti nel fazzoletto di tua nonna che odora di naftalina. E' lei a rincalzartelo per bene sotto le orecchie. Adesso sei al sicuro dal succo d'uva, dal ramato che cola lungo i vitigni e forse anche dagli insetti che vi sciamano intorno. Adori i preparativi della vendemmia, i vestiti rovinati da indossare come in un rito, tuo nonno che allestisce la cantina e tira su il vecchio tino, tuo fratello che ride mangiando l'uva di nascosto. Adori la pesantezza dei secchi tra le mani e l'odore putrescente e inebriante del mosto. Fosse per te non si farebbe neppure il vino, di mosto ne butti giù talmente tanto che ogni anno finisci per ubriacarti un pochino.
Vendemmiate in sei tutti i filari e a sera rimanete a guardare il nonno pigiare l'uva: è uno stregone che piega la natura al suo volere. Ridete e forse siete tutti leggermente brilli. Prendi in braccio Federico e lui ti poggia la testa sulla spalla.
Il tramonto entra dalla porta di legno e si staglia sui vostri volti.
Chiudi gli occhi e sorridi piano.

3 commenti:

  1. bello, eh.
    io l'ho fatto anche da bracciante tanti tanti anni fa.

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  2. anche io, due mesi a Montecarlo (provincia di Lucca, eh!) :-)
    mi spaccai la schiena ma era un bellissimo lavoro

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  3. Gesù... quando ho fatto la vendemmia ero più giovane, bello come il sole (ehm), modesto e ingenuo. Come mi manco...

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